Bibliografia Ferroviaria Italiana


Vetture a vapore

Milano, 1824.

In "Annali universali di statistica economia pubblica, storia e viaggi", fascicolo IV-V, ottobre-novembre 1824, pagine 164-165

Vetture a vapore

Riferisce il sig. A Moreau de Jonnes, nella R[evue]. E[ncyclopédique]. di giugno, essere stato proposto ultimamente in Inghilterra un progetto per sostituire alle strade comuni altre strade a striscie di ferro, e le macchine a vapore agl'immensi carriaggi che servono a trasportare gli uomini, e le mercanzie. La distanza da Londra alle principali città d'Inghilterra verrebbe diminuita d'un quarto, fors'anco d'un terzo col mezzo di strade di ferro in linea retta, schivando le infinite curve che presentemente si trovano nelle comunicazioni dall'una all'altra. La posta della capitale arriverebbe in 12 ore a Manchester, Liverpool, e Leds, e ne abbisognerebbero meno di 24 per giungere a Glasgow, ed Edimburgo. Si calcola che la spesa per guarnire in ferro fuso due doppj di rotaje per le vetture di andata, e ritorno nell'estensione d'un miglio non oltrepasserebbe i cento mila franchi. La distanza da Londra a Newcastle in linea diretta è di 200 miglia, e perciò la spesa di un tal modo di comunicazione importerebbe approssimativamente 57 milioni, e mezzo. Il consumo di carbon fossile a Newcastle, è di due milioni di caldaje per anno, questo solo ramo di commercio darebbe ai proprietarj delle strade di ferro un reddito annuo di 12 milioni, per cui in cinque anni si troverebbero al coperto delle spese fatte. Ma il prodotto sarebbe anche maggiore, poichè assorbirebbe tutti i trasporti che si fanno per le vie di terra ordinarie. Onde apprezzarne tutta l'importanza basti riflettere che una macchina a vapore sarebbe sufficiente per far andare sopra una strada di ferro perfezionata tre diligenze cariche di viaggiatori, e bagagli in meno di trent'ore da Londra a Edimburgo, mentre attualmente desse esigono il servizio di 300 cavalli, e non impiegano nel viaggio meno di cinquant'ore. Checchè improbabile sembri l'esecuzione di questo progetto non si oserebbe garantire che non esistessero in Inghilterra capitalisti abbastanza arditi per fornire i fondi occorrenti, ed ingegneri abili al punto di vincere gli ostacoli, che sembrano a prima vista renderlo impraticabile.

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